IL RESTO STONAVA …e il sole si accostava alla terra avvolgendola di luce e lingue di fuoco, e lei rispondeva sbocciando veloce tra fiumi di nettare e piccole voci. La terra tremante, il sole fiammeggiante, e la danza diveniva un folle terremoto nel mutare costante di longitudine e latitudine, nel passaggio ansante fra notte e giorno. E a una breve distanza di tempo ora dico: “c’era solo quello, il resto stonava”. Io dicevo sempre: “il Vero, a me importa”. Lei diceva sempre: “non me ne frega un cazzo”. Ora dominante, ora sottomessa, la terra, nel rimbalzo ritmico del cosmo a molle, viaggiava alla bussola del sole, fino all’apnea e allo spasimo di grotte segrete e vertici esposti. Ancora lunghi, infiniti istanti sospesi nel respiro rotto di muscoli tesi al crampo, poi il sole eruttava alto, abbondante e forte, irrorando la terra, che beveva ingorda. E a una breve distanza di tempo ora dico: “c’era solo quello, il resto stonava”. Io dicevo sempre: “il Vero, a me importa”. Lei diceva sempre: “non me ne frega un cazzo”. E un nuovo cielo si apre lungo l’orizzonte, stavolta vero, profondo, che non se ne frega, ma sorride e freme e dà la nuova scintilla al sole che si riaccende e risplende più di prima, alla luce della sfavillante, nuova, sua Stella.