Ecco, ritorna sul ritmo del tempo
questo momento avvitato alle tempie
a congelarmi ogni breve poesia
a ricordarmi che i giorni che contano
passano e fuggono via.
Sembra davvero una forma d'amore
questo ostinarmi a ciò che fa male,
paralizzando ogni spunto di fuga
commiserando me stesso, i miei sogni, i sapori ed il resto di me.
E non serve che tutto ciò che ho
mi richiami qui chiedendo di vivere.
E non basta che tutto ciò che so
venga a prendermi, e mi scuota dal buio bucandomi gli occhi.
Ma sì, si può fare di meglio
se poi gira il vento,
e qui, può arrivare il regalo che aspetto da un'eternità,
e il bello, sapete, è che ancora non so cos'è.
Nella mia testa c'è un angolo acceso,
e un po' di parole ancora da dire,
riposa un passato da interpretare,
e c'è una domanda che chiama, che grida
e che io non so più calmare.
Che senso ha, e che senso ha avuto finora?
Che cosa vuoi, che cosa esigi dal mondo, e che cosa tu fai per te?
E per risposta mi guardo di nuovo
per quello che sono e che valgo davvero
per quello che forse rimane di me,
di ogni giornata vissuta sperando
che il sole non scenda mai più.
E non serve che tutto ciò che ho
mi richiami qui chiedendo di vivere.
E non basta che tutto ciò che so
venga a prendermi, e mi scuota dal buio bucandomi gli occhi.
Ma sì, si può fare di meglio
se poi gira il vento,
e qui, può arrivare il regalo che aspetto da un'eternità,
e il bello, sapete, è che ancora non so cos'è.