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MADRE (5:48)
Musica, testo ed esecuzione: Davide Stasi.
Scritta nel maggio 2005 (deposito SIAE febbraio 2006).
Ispirata alla vicenda di Mary Patrizio.
Genere: Hard rock
per scaricare il brano clicca la nota


In ginocchio sul tuo destino,
che ha forma e odore di pozza di sangue,
che ti ha guardata, moglie operosa,
dietro alla vita di chi sta con te.
Ora il respiro riflette la lama,
la mano, il bastone, la tua volontà,
e gira lì intorno una grande domanda...
Perché? Perché? Perché? Perché?

Il mio corpo piccolo e freddo
che tu hai obbligato a vivere qui
ti guarda, ti addita, ti chiama e ti dice:
tu sei per dar vita e hai dato la morte.

Tutte le luci ora sono su te.
Gli occhi di tutti ora sono su te.
L'odio e l'orrore di tutti su te,
poi cambio canale e non ci sei più.

Madre... Madre...
Madre... Madre...
Madre... Madre...
Madre... Madre...

Dicono il mare della depressione
è nero e profondo e non ha pietà.
Dicono che tu volevi esser stella
e brillare nel cielo di ogni città.
Ma ogni cosa tu l'hai annegata,
scannata, gettata, espulsa da te.
E ora rimuovi, o forse ripensi,
e infine capisci: ogni cosa ero io.

E ciò che inetta il gelo nel cuore
è il tuo diniego cocciuto e tenace
davanti alle toghe, davanti ai taccuini,
davanti al mare, davanti a te.

Ora il mio piccolo corpo nel legno
è in vista di tutti, lontano da te.
In tutte le case c'è indignazione,
in una sola una donna sta per fare come te,
ed è

Madre... Madre...
Madre... Madre...
Madre... Madre...
Madre... Madre...

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