Voglio parlare di noi
e di questo paese sotto l'assedio
di chi fa i conti sui fatti suoi
e per gli altri non c'è rimedio.
Sembra una logica conseguenza
per chi gode di un privilegio
essere un monumento all'arroganza
che a toccarlo si fa sacrilegio.
Parlamentari coi loro boiardi,
e portavoce di Sua Santità,
e giornalisti dinamitardi,
è tutto quello che abbiamo qua.
La vedi? Questa è una casta,
osservala, tu, figlio mio,
anche lei è una ragione che mi basta
per lasciarti altrove con Dio.
E vedo poi che il petrolio
ha come sorella la guerra,
che l'acqua sarà un monopolio
di pochi e non della terra.
E chi dovrebbe indicare la via
per dar luce a me e te
sta fra ricchezza e codardia
a cercare la strada per sé.
La vedi? Questa è una casta,
osservala, tu, figlio mio,
anche lei è una ragione che mi basta
per lasciarti altrove con Dio.
Mi devi perdonare se penso così.
Tu resterai lì dove sei, non voglio tu stia qui...
E se mi dici che è del tutto umano
e che il mondo è così com'è,
che mi sto dando pena invano
e che forse ho paura di me,
io ti dico che non è vero
se ascolti chi ha vissuto di più
non puoi sopravvivere se sei zero,
e io non sono niente di più.
Perché non sono dentro la casta,
e non ho alcuna impunità,
perché soltanto questo qui basta
solo questa è la libertà.
Ed è colpa di questa casta
se io ed altri siamo così
stretto è il margine che a noi resta
per tentare di vivere qui
per tentare di vivere qui...